Winger – “V”
Frontiers Records – 2006
Anteprima per Tempi Duri – data di uscita il 20 ottobre 2006
“Right up ahead” è un rock tosto, granitico,
introdotto da un arpeggio di chitarra acustica che lascia il posto
ad un sound con un ritmo cadenzato e cori ben arrangiati.
Il picco del brano è tutto nel chorus particolarmente bello
che non si discosta di molto dal resto della track nello stile.
“Blue Suede Shoes”(non è la cover di quella
di Elvis) è introdotta da effetti riverse che ricordano non
poco i Lacuna Coil. Successivamente la canzone diventa una bellissima
ballad da ascoltare con la donzella del momento in stile Scorpions.
Già immagino il brano nella dimensione live con centinaia
di accendini volti al cielo e una marea di persone a cantare il
chorus particolarmente ispirato.
“Four Leaf Clover” specie nel bridge e nel chorus sembra
un brano dei Police. Brano ballabile che sarebbe un ottimo hit radiofonico.
Con “M16” i ritmi ritornano tosti e “cazzuti”.
Orecchiabile quanto basta e gradevole. Ipnotico quanto basta il
riff che accompagna il brano.
“Your Great Escape” è invece il brano da ascoltare
possibilmente in macchina mentre si è su una highway. La
band mette il piedino sull’accelleratore e fa diventare il
più monotono dei viaggi un vero portento. Sfido chiunque
a non muovere la testolina al ritmo di questo brano che ha un retrogusto
alla Bon Jovi.
“Disappear” brano dai toni noir riporta il sound del
cd verso atmosfere più lente e dardeggianti.
“On a day like today” è un’altra ballad
di oltre 6 minuti che ci conquista fin dalle prime note. Ascoltarla
durante un giorno di pioggia sarebbe il massimo. Il ritornello è
un vero gioiellino che farebbe la gioia delle radio.
Con “Livin’ Just to Die” i nostri accelerano
i ritmi con un brano dal titolo che è tutto un programma
(Troisi direbbe: “non sono meglio 50 giorni da orsacchiotto?).
Il sound è incredibilmente alla Motley Crue: un altro successo
da mandare in radio.
“Short flight to Mexico” riff azzeccatissimo, battere
il tempo con il piedino è praticamente un tutt’uno
con l’ascoltare il brano.
Ritmo serratissimo che conquista: rock allo stato puro.
“Generica”,contrariamente al brano precedente, è
un mid tempo lento con un chorus particolarissimo di difficile classificazione.
“Can’t take it back” conclude il dischetto anch’esso
caratterizzato da un mid tempo senza infamia e senza lode.
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